Pensieri e riflessioni di un prete carismatico felicissimo di scoprire ogni giorno l'amore fantasioso e tenerissimo di Dio!!!
sabato 30 aprile 2016
Scegliere di amare - Riflessione sul Vangelo di domenica 1° maggio 2016
sabato 16 aprile 2016
In mani sicure - Riflessione sul Vangelo di domenica 17 aprile 2016
Non siamo soli, non siamo abbandonati, non siamo un volto anonimo in una folla anonima, siamo conosciuti, siamo amati uno per uno.
Il Signore ci conosce uno per uno, sa quali sono i nostri problemi, le nostre difficoltà, le nostre sofferenze e ansie, è lui a custodirci, a condurci verso la vita eterna.
Fatichiamo molto a riconoscere il Signore come nostro Pastore, ad affidarci a Lui. Vorremmo sapere prima cosa intenda fare, come voglia procedere, come pensa di risolvere i nostri problemi, pretendiamo soluzioni rapide, indolori e definitive. In una parola: non ci fidiamo!
La soluzione è tutta qui: la fiducia! Dobbiamo imparare a fidarci del Signore Gesù, dobbiamo iniziare a credere che davvero la nostra vita è nelle sue mani e nessuno gliela può togliere. C'è un solo modo per sfilargli la mia vita dalle mani: che sia io stesso a farlo scegliendo di non credere in Lui, allontanandomi, rinnegandolo. Se però decidiamo di fidarci, di concedergli di guidare la nostra vita, se iniziamo ad ascoltare la sua voce che ci parla attraverso la sua Parola, accogliendo l'annuncio di salvezza per noi, piano piano scopriremo che davvero il Signore ci custodisce e ci guida.
Fidarci del Signore Gesù non ci mette al riparo dalle fatiche, dalle difficoltà e dalle sofferenze ma ci permette di comprendere che per quanto dolorose o minacciose possano sembrare non avranno mai la meglio su di noi, che la nostra vita non è in balia del male e della morte ma è già salvata da Cristo Risorto!
Fidarci del Signore sembra una cosa difficile, ci sembra di no farlo mai abbastanza, e in buona sostanza è vero, ogni giorno dobbiamo crescere nella fiducia in Lui, nel lasciargli un pezzettino in più della nostra vita affinché possa sanarlo, illuminarlo, ridonargli vita. La cosa importante è volerlo, è dire al Signore "Voglio fidarmi di te, voglio lasciarmi guidare da te, voglio mettere la mia vita nelle tue mani". Giorno per giorno lo Spirito Santo ci farà crescere nella fiducia e inizieremo a vedere le meraviglie che il Signore opera in noi, nelle nostre difficoltà, in tutti gli angoli bui della nostra vita e scopriremo che davvero è per noi il Buon Pastore.
sabato 9 aprile 2016
Balsamo per il cuore ferito - Riflessione sul Vangelo di domenica 10 aprile 2016
Si trovava in questa situazione, così brutta eppure così frequente, il buon Simon Pietro, quella mattina sul lago di Tiberiade. Erano passati alcuni giorni da quell'orribile notte in cui erano venuti ad arrestare il Signore Gesù, da quella notte in cui non aveva saputo tener testa a una ragazzetta e aveva rinnegato di essere suo discepolo. Lo sguardo di Gesù, così carico d'amore, lo aveva fatto sentire ancora più male, lo aveva rinnegato eppure continuava ad amarlo. Poi Gesù era risorto e Pietro, insieme agli altri, ne aveva gioito ma nel fondo del cuore restava quella macchia indelebile, quella consapevolezza di aver deluso profondamente Gesù, il suo maestro, il suo Signore. Pietro non si voleva illudere, non sarebbe tornato tutto come prima, aveva avuto un'opportunità e l'aveva sprecata.
Forse anche noi abbiamo qualcosa nella nostra vita che ci fa pensare di non essere degni dell'amore del Signore, forse abbiamo qualche peccato che vediamo come un tradimento, con cui pensiamo di averlo deluso, di aver perso la sua stima e la sua fiducia. Anche a noi, a ciascuno di noi, oggi il Signore chiede "Mi ami tu più di tutto il resto della tua vita?" e ce lo chiede per ogni volta che lo abbiamo rinnegato, non per rimproverarci ma per offrirci una nuova possibilità. Per dirci "io non ho smesso di amarti, vuoi ancora stare con me?" Con fiducia, allora, mettiamogli nelle mani i nostri tradimenti, i nostri rinnegamenti, tutto ciò di cui ci vergogniamo e lasciamoci curare dal balsamo del suo amore misericordioso affinché, anche a noi possa dire "Seguimi" e il nostro cuore sia inondato di gioia come lo fu il cuore di Simon Pietro.
sabato 2 aprile 2016
Insieme - Riflessione sul Vangelo di domenica 3 aprile 2016
sabato 12 marzo 2016
Vita vecchia, vita nuova - Riflessione sul Vangelo di domenica 13marzo 2016
Ciascuno di noi ha davanti a sé due vite diverse tra cui scegliere, non due modi di vita, due vite vere e proprie. La prima è la vita vecchia, secondo il mondo, l'altra è la vita nuova secondo Gesù. Ognuno di noi è liberodi scegliere quale vivere, senza obblighi o costrizioni.
Vediamo come sono fatte.
C'è la vita del mondo in cui ogni sbaglio, ogni errore, ogni peccato, va pagato e pagato caro, si paga con la vita. È una vita in cui vige la legge della giungla, ciascuno deve pensare a se stesso, al proprio vantaggio, ai propri interessi, deve eliminare chi può essere una minaccia. Le amicizie sono interessate, dettate da un medesimo interesse e quando questo viene meno la parola "amico" non ha più senso. È la vita in cui gli altri sono solo strumenti per ottenere quel che si vuole, non c'è interesse vero per nessuno. È la vita degli scribi e dei farisei del Vangelo che trascinano davanti a Gesù la donna adultera non perché preoccupati della salvezza della sua anima e nemmeno per il marito tradito ma solo con l'intento di mettere in difficoltà quel maestro così scomodo.
E poi c'è la vita nuova che ci propone Gesù, che offre alla donna. È una vita in cui il peccato può essere perdonato e non rimane come un macigno a pesare sulla vita. È una vita in cui non si sente il bisogno di giudicare e condannare gli altri perché si è coscienti delle proprie debolezze ma si sa anche che non sono quelle lunica verità della nostra vita. È la vita in cui il Signore non condanna ma perdona, in cui ci dona una nuova possibilità, in cui ci invita a rialzarci dopo il peccato e a guardare avanti facendo attenzione a non ricaderci. È la vita in cui il Signore ci colma della sua grazia amandoci così come siamo, senza chederci nulla in cambio, senza pretendere da noi la perfezione, aiutandoci, invece, a comprendere il male che ci facciamo col peccato.
A noi decidere, a noi scegliere. Che vita voglio?
Se scelgo la vita nuova di Cristo allora tutto il resto non vale più nulla, posso considerarlo spazzatura perché davanti all'amore misericordioso del Signore Gesù nulla vale, nulla è prezioso, nulla è importante.
Come si fa a scegliere questa vita nuova?
Basta smettere di rispondere al male con altro male e accogliere la misericordia del Signore per me.
Siamo nell'anno della misericordia, mai tempo fu più propizio, non sprechiamolo!
sabato 5 marzo 2016
Il desiderio di Dio - Riflessione sul Vangelo di domenica 6 marzo 2016
La Chiesa ci propone in questa domenica la parabola del Padre misericordioso (più conosciuta come "il figliol prodigo") che è, a mio parere, il Vangelo centrale di quest'anno giubilare della Misericordia.Nei due figli possiamo ritrovarci tutti, ciascuno di noi si trova a vivere con Dio la stessa difficoltà di relazione che i due figli hanno con il padre. Alla maggior parte degli uomini, come al figlio minore, capita di attraversare un tempo di lontananza da Dio un tempo in cui si preferisce determinare da soli la propria vita, fare di testa propria, sicuri di saper bene cosa sia meglio per noi. Chi vive una vita di fede può invece trovarsi a vivere una relazione con Dio simile a quella che il figlio maggiore ha con il padre: formalmente molto corretta ma una relazione di servitù non di figliolanza. Entrambi i figli non sono felici, entrambi hanno astio contro il padre, così anche noi ci troviamo ad avere astio nei confronti di Dio, perché non abbiamo la vita che vorremmo, perché ci sentiamo trascurati da Lui, perché ciò che abbiamo non ci soddisfa, perché pensiamo che non capisca il nostro disagio. Entrambi i figli litigano col padre, gli dicono in faccia la loro amarezza e il loro dolore, lo trattano male, ma è proprio lì, in quel momento, proprio quando hanno gridato in faccia al padre tutto quello che hanno nel cuore che il Padre va loro incontro, li abbraccia, gli spiega tutto il suo amore.
Se non abbiamo mai litigato con Dio, forse è il caso di pensarci! So che detto così sembra strano, forse anche blasfemo, ma nella Bibbia sono in tanti ad aver litigato con Dio: Giacobbe ci lotta proprio, Mosè si lamenta spesso con Dio per il compito ingrato che gli ha affidato, Pietro risponde male a Gesù e lo rimprovera più volte, solo per citare i casi più famosi.
Dio non ha paura delle nostre sfuriate, non ha paura nemmeno dei nostri peccati, non si offende se gli diciamo le cose in faccia, se diamo sfogo alle nostre amarezze, sa bene che questo è il nostro modo per tornare ad essere un po' più ragionevoli, per diventare più disponibili a considerare anche un punto di vista diverso dal nostro. Il figlio minore scopre che in fondo a casa del padre non si stava poi così male, il figlio maggiore scopre che tutto quello che pensava proprietà esclusiva di suo padre è in realtà anche suo, ne può godere anche lui.
Forse litigare con Dio ci può aiutare a tirare fuori i nostri sentimenti, a metterci in dialogo veramente, così finalmente il Signore potrà farci capire quanto siamo preziosi per Lui, quanto ci ama, potrà colmarci del suo amore e della sua misericordia.
Siamo nell'anno della Misericordia, non lasciamoci sfuggire questa occasione così preziosa. Se ti senti come il figlio minore, lontano da Dio, se ti vergogni della tua ingratitudine, se pensi di aver fatto troppo male per poter essere perdonato, alzati e torna verso casa, senza paure, senza timori, Dio sta già attendendo il tuo ritorno, non vede l'ora di poterti gettare le braccia al collo e chiamarti nuovamente figlio. Se invece pensi di aver fatto tanta fatica nella tua vita per essere buono, per essere giusto, per essere inappuntabile e sei amareggiato perché ti sembra che Dio non si curi di te, ti sembra che gli altri abbiano quello che vogliono e tu no, di senti trascurato, diglielo! Nella preghiera di' a Dio la tua amarezza e il tuo dolore, non continuare a tenertelo dentro, ti sta rodendo come un tarlo, grida a Dio la tua rabbia ma poi lasciati abbracciare e consolare da Lui, lascia che ti mostri che non ha mai smesso di amarti, di prendersi cura di te, di sostenerti e di custodirti.
In fondo Dio ha un solo grande desiderio abbracciarci, amarci, averci a casa con sé, lasciamo che questo suo desiderio si realizzi.
sabato 27 febbraio 2016
Tempo di frutti buoni - Riflessione sul Vangelo di domenica 28 febbraio 2016
Nella pagina di Vangelo di questa domenica Gesù paragona la nostra vita ad un albero di fichi che non porta frutti, che sfrutta il terreno senza dare alcun contributo, senza servire a nulla, e ci invita a fare un esame di coscienza, a considerare con attenzione il nostro stile di vita.La Quaresima è il tempo più propizio per questo check-up della nostra vita, è il tempo nel quale poterci fermare e considerare se ciò che riempie la nostra vita è buono, utile, importante o è solo apparenza, solo un'illusione. L'esame di coscienza non è mai piacevole, tutti abbiamo paura di guardare alla nostra vita e trovarla sterile, temiamo che considerare tutto quello che abbiamo fatto fin'ora, tutto ciò su cui abbiamo fondato le nostre certezze fino ad oggi ci porti a scoprire che è tutto sbagliato. Così preferiamo andare avanti, accontentarci di quello che abbiamo, cercare di convincerci che va bene così, che in questa vita stiamo benissimo, siamo perfettamente soddisfatti... ma in fondo forse non ne siamo poi così sicuri.
In questo tempo il Signore Gesù ci invita a conversione, a cambiare modo di pensare, modo di decidere, di agire, a cambiare il centro della nostra vita: togliere i nostri capricci, le nostre pulsioni, i nostri desideri per mettere Lui al centro, la sua volontà, la sua verità, il suo amore. Forse si tratta di una rivoluzione copernicana che ci spaventa, di cui non ci pensiamo capaci, che temiamo di dover affrontare da soli. Non siamo soli, il Signore Gesù ci offre tutto ciò che è necessario per cambiare, per convertirci, per iniziare una vita nuova, una vita con Lui. Per quanto possiamo illuderci di essere immortali, sappiamo tutti perfettamente che questa nostra vita terrena ha un suo termine che non conosciamo, non continuiamo a rimandare questa revisione di vita, questo cambiamento di prospettiva, smettiamola di accontentarci di quello che abbiamo e non ci soddisfa perché bello ma inutile, abbiamo la possibilità, da oggi stesso, di vivere una vita piena, autentica, che porti frutti d'amore, di pace, di gioia, capace di rallegrare, di portare serenità e infondere coraggio in chi ci sta intorno. Non rimandiamo oltre la nostra vera conversione.
Il Signore Gesù ha promesso di esserci accanto, dunque chiediamogli aiuto!