Estate: tempo di vacanze, di relax, di riposo. Le abbiamo attese un anno intero e finalmente le tanto agognate vacanze sono arrivate. Viviamo spesso una vita stressante, impegnativa, frenetica, arriviamo a sera sfiniti, ci sentiamo schiacciati dai tanti problemi e difficoltà che ci troviamo ad affrontare ogni giorno.
A ben guardare, però, dobbiamo ammettere che la maggior parte dello stress che ci attanaglia è dovuto alla nostra pretesa di controllare tutto, di voler prevedere gli sviluppi di ciò che stiamo facendo, di voler determinare come debbano andare le cose nel futuro immediato e in quello remoto. Le vacanze, infatti, le concepiamo sempre come un tempo in cui staccare da tutto, in cui fingere che la nostra vita ordinaria non esista, ci illudiamo di poter chiudere i nostri problemi in un cassetto affinché, almeno per qualche giorno, non ci diano disturbo. Poi però torniamo ai nostri impegni e tutto riprende come sempre.
E se trovassimo un modo per risolvere veramente i nostri problemi? E se ci fosse un modo per vivere davvero più sereni senza dover necessariamente vendere tutto per andare a fare il contadino nelle risaie dell'Indonesia?
Gesù ci propone di lasciarci ristorare da lui, vuole farsi lui carico dei nostri problemi. Sembra strano che qualcuno voglia sobbarcarsi le nostre difficoltà eppure è proprio così, basta solo che scegliamo di lasciare a lui la guida della nostra vita. E qui viene il difficile... perché siamo anche disposti a lasciarci risolvere i problemi da qualcun altro la direzione della nostra vita, però, vogliamo continuare a darla noi. Dobbiamo imparare a fidarci del Signore, ad affidare a lui tutta la nostra vita. Ma come?
Ce lo insegna lui stesso! Gesù in tutta la sua vita terrena ha scelto di fidarsi del Padre sempre e comunque, è rimasto umile e semplice. Non ha voluto prevedere, programmare, stabilire tutto in anticipo, si è lasciato condurre docilmente a compiere il disegno di salvezza del Padre.
Se impariamo a mettere da parte le nostre convinzioni, la nostra pretesa di sapere tutto, di voler pianificare ogni cosa, se ci facciamo piccoli, lo Spirito rivelerà ai nostri cuori che non c'è nulla da temere nell'affidarsi a Dio, nel decidere di compiere la sua volontà perché ci farà scoprire l'infinito amore del Padre per ciascuno di noi. Delle persone che ci amano siamo sempre disposti a fidarci, se impariamo a capire che Dio veramente ci ama e ha a cuore la nostra felicità saremo anche disposti a lasciarci guidare da lui.
Sembra una banalità, in realtà cambierà tutta la nostra vita, non avremo più stress e preoccupazioni perché sapremo che in ogni difficoltà non siamo mai soli, che il Signore non permette che nulla possa schiacciarci e anche ciò che sembra andar male egli saprà volgerlo a nostra salvezza.
Impariamo da Gesù, scegliamo l'umiltà e la mitezza, lasciamoci istruire dallo Spirito e fidiamoci del Padre e tutta la nostra vita sarà nel riposo vero.
Pensieri e riflessioni di un prete carismatico felicissimo di scoprire ogni giorno l'amore fantasioso e tenerissimo di Dio!!!
venerdì 7 luglio 2017
sabato 1 luglio 2017
Gradualità - Riflessione sul vangelo di domenica 2 luglio 2017
Nella vita, per ogni nostra attività, abbiamo bisogno di gradualità. Quando nasciamo le uniche cose che sappiamo fare sono piangere e succhiare, tutto il resto lo impariamo un po' alla volta. Crescendo diventiamo però anche piuttosto impazienti e vorremmo poter fare ogni cosa bene dalla prima volta, ci piacerebbe non dover faticare, che tutto fosse semplice e indolore. Impariamo però ben presto che le cose importanti costano impegno e fatica, capita così che a volte davanti a situazioni esigenti ci tiriamo indietro e rinunciamo.
La pagina di questa domenica è sicuramente molto esigente: Gesù ci chiede di perdere la nostra vita per lui, di non amare nessuno più di lui, di prendere la nostra croce e seguirlo... e non appena sentiamo parlare di croce smettiamo subito di ascoltare.
Anche la vita cristiana a volte ci sembra impegnativa e faticosa, alcune pagine del Vangelo ci sembrano troppo impegnative ed esigenti per cui quasi non le prendiamo in considerazione o pensiamo siano rivolte solo a preti e suore.
La pagina di questa domenica è sicuramente molto esigente: Gesù ci chiede di perdere la nostra vita per lui, di non amare nessuno più di lui, di prendere la nostra croce e seguirlo... e non appena sentiamo parlare di croce smettiamo subito di ascoltare.
Anche nella vita cristiana, però, c'è bisogno di gradualità. Gesù non ci impone di mollare tutto, di non frequentare più nessuno dei nostri cari, di partire per terre lontane dove vivere in totale povertà...
Gesù ci indica la via per la nostra gioia e la pienezza della nostra vita che non è un traguardo da raggiungere ma un percorso da compiere.
Proviamo a leggere la pagina di Vangelo di questa domenica dal fondo: il Signore ci invita ad accogliere i suoi discepoli, i suoi profeti, coloro che ci testimoniano con la loro vita la bellezza dell'amore di Dio. Iniziamo ad accogliere loro!
Non nascondiamoci dietro false scuse, i testimoni del Signore Gesù sono attorno a noi: sono nostri colleghi di lavoro, sono nostri vicini di casa, sono gli amici di una vita, sono magari anche nostri parenti. Accogliamoli, facciamoci raccontare come il Signore ha cambiato la loro vita, di come la fede in lui abbia dato nuova luce al loro cammino, pace e serenità anche davanti alle avversità. Accogliamoli non solo mostrando gentilezza e buone maniere, accogliamo nel nostro cuore le loro testimonianze, lasciamoci interrogare dalle loro parole, dai loro gesti, dalle loro esperienze. Impariamo attraverso il loro esempio a fidarci di Dio, del suo amore che non è solo per pochi ma è per ogni uomo.
Gradualmente, man mano che apriremo il nostro cuore al Signore, inizieremo a capire non solo che possiamo fidarci di lui ma che solo mettendo lui sopra ogni altra cosa, la relazione con lui prima di ogni altra relazione, anche le più importanti e fondamentali, la nostra vita acquisterà senso.
Accogliendo i suoi testimoni accogliamo il Signore stesso nella nostra vita, ascoltando il Vangelo ascoltiamo lui stesso che parla con noi, con ciascuno di noi. Gradualmente crescendo nella relazione con lui comprendiamo che inseguire progetti, ideali e sogni non ci porta a nulla di soddisfacente, che la sola nostra gioia è compiere il suo disegno d'amore con noi. La tanto temuta croce non è una sofferenza necessaria ma la possibilità di amare i fratelli fino alla fine, donando tutto e rinunciando completamente a noi stessi. Solo l'amore donato ci rende veramente gioiosi e ci dà quel senso di pienezza e completezza che null'altro al mondo può darci.
Non spaventiamoci, dunque, se a volte Gesù ci sembra troppo esigente, se ci chiede qualcosa è perché possiamo farlo e facendolo troviamo la nostra salvezza.
sabato 24 giugno 2017
Valore vero - Riflessione sul Vangelo di domenica 25 giugno 2017
Quanto tempo, quante energie spendiamo ogni giorno per piacere agli altri, per assicurarci la loro approvazione, abbiamo paura di non essere apprezzati, di essere derisi ed emarginati.
Sappiamo bene, però, che non andremo mai bene a tutti così continuiamo a cambiare maschere, a tacere ciò che potrebbe non essere gradito al nostro interlocutore, a scendere a compromessi. Inutile pensare di essere immuni da questo sistema, ci caschiamo tutti fin da piccoli. A scuola studiavamo e ci impegnavamo per ottenere l'approvazione dei genitori e degli insegnati o, viceversa, non ci impegnavamo per ottenere la stima dei compagni di classe più scapestrati, al lavoro la situazione non cambia, cerchiamo di compiacere i superiori, con gli amici cerchiamo di blandire quelli che ci sembrano più autorevoli... Diciamocelo, è una gran fatica!
Come sempre, Gesù ci indica una via diversa, un cambio di prospettiva, invitandoci a non cercare l'approvazione di chi ci sta intorno ma piuttosto a riconoscere che il valore della nostra vita dipende dal fatto che siamo figli amati da Dio. Se impariamo a comprendere che la nostra vita non dipende da quanti ci sono amici, ci stimano e parlano bene di noi ma ha un valore immenso perché voluta e amata in modo unico e speciale da Dio, non avremo più bisogno di maschere, non dovremo più glissare su determinati argomenti, non dovremo più sembrare diversi da ciò che siamo.
Il Signore Gesù è venuto a liberarci da ogni schiavitù anche da quella dell'approvazione degli altri. Intendiamoci, Gesù non ci suggerisce di disinteressarci degli altri, anzi, ci invita ad essere testimoni del suo amore, delle sue parole ai nostri fratelli! Dobbiamo imparare a superare una grande paura che si diffonde ogni giorno di più: la paura della testimonianza. La nostra società, lo abbiamo già notato diverse volte, vorrebbe relegare la fede tra le attività da tempo libero: uno va in canoa, un altro dipinge, uno va a Messa... purché poi non annoi tutti raccontando le sue esperienze.
Ma la fede non è un hobby, è ciò che dà senso alla nostra vita, è la relazione più importante della nostra esistenza di cui nessuno può fare a meno, se vuole vivere una autentica pienezza di vita.
Se l'incontro con il Signore ci ha cambiato la vita non possiamo non raccontarlo, non lo possiamo tenere segreto, è troppo importante anche per i nostri fratelli.
Possiamo rischiare di essere presi per matti, per esaltati, per persone che si sono lasciate plagiare. Ricordiamo che dobbiamo testimoniare il nostro incontro con il Signore Gesù con serenità ed entusiasmo, chi ci ascolta deve leggercelo negli occhi. Facciamo attenzione a non propagandare le nostre idee e convinzioni spacciandole per verità evangeliche. Se viviamo una autentica relazione con il Signore, se ci mettiamo in ascolto vero della sua Parola non sarà difficile perché l'amore del Signore è contagioso, è come un vulcano nel cuore che deve esplodere e riversarsi sugli altri.
Annunciare il Signore Gesù ai fratelli non solo è compito di ogni cristiano ma è anche la cosa più bella e gioiosa che possiamo fare, l'unica cosa che ci riempie veramente la vita.
Sappiamo bene, però, che non andremo mai bene a tutti così continuiamo a cambiare maschere, a tacere ciò che potrebbe non essere gradito al nostro interlocutore, a scendere a compromessi. Inutile pensare di essere immuni da questo sistema, ci caschiamo tutti fin da piccoli. A scuola studiavamo e ci impegnavamo per ottenere l'approvazione dei genitori e degli insegnati o, viceversa, non ci impegnavamo per ottenere la stima dei compagni di classe più scapestrati, al lavoro la situazione non cambia, cerchiamo di compiacere i superiori, con gli amici cerchiamo di blandire quelli che ci sembrano più autorevoli... Diciamocelo, è una gran fatica!
Come sempre, Gesù ci indica una via diversa, un cambio di prospettiva, invitandoci a non cercare l'approvazione di chi ci sta intorno ma piuttosto a riconoscere che il valore della nostra vita dipende dal fatto che siamo figli amati da Dio. Se impariamo a comprendere che la nostra vita non dipende da quanti ci sono amici, ci stimano e parlano bene di noi ma ha un valore immenso perché voluta e amata in modo unico e speciale da Dio, non avremo più bisogno di maschere, non dovremo più glissare su determinati argomenti, non dovremo più sembrare diversi da ciò che siamo.
Il Signore Gesù è venuto a liberarci da ogni schiavitù anche da quella dell'approvazione degli altri. Intendiamoci, Gesù non ci suggerisce di disinteressarci degli altri, anzi, ci invita ad essere testimoni del suo amore, delle sue parole ai nostri fratelli! Dobbiamo imparare a superare una grande paura che si diffonde ogni giorno di più: la paura della testimonianza. La nostra società, lo abbiamo già notato diverse volte, vorrebbe relegare la fede tra le attività da tempo libero: uno va in canoa, un altro dipinge, uno va a Messa... purché poi non annoi tutti raccontando le sue esperienze.Ma la fede non è un hobby, è ciò che dà senso alla nostra vita, è la relazione più importante della nostra esistenza di cui nessuno può fare a meno, se vuole vivere una autentica pienezza di vita.
Se l'incontro con il Signore ci ha cambiato la vita non possiamo non raccontarlo, non lo possiamo tenere segreto, è troppo importante anche per i nostri fratelli.
Possiamo rischiare di essere presi per matti, per esaltati, per persone che si sono lasciate plagiare. Ricordiamo che dobbiamo testimoniare il nostro incontro con il Signore Gesù con serenità ed entusiasmo, chi ci ascolta deve leggercelo negli occhi. Facciamo attenzione a non propagandare le nostre idee e convinzioni spacciandole per verità evangeliche. Se viviamo una autentica relazione con il Signore, se ci mettiamo in ascolto vero della sua Parola non sarà difficile perché l'amore del Signore è contagioso, è come un vulcano nel cuore che deve esplodere e riversarsi sugli altri.
Annunciare il Signore Gesù ai fratelli non solo è compito di ogni cristiano ma è anche la cosa più bella e gioiosa che possiamo fare, l'unica cosa che ci riempie veramente la vita.
sabato 10 giugno 2017
Mistero d'amore - Riflessione sul Vangelo di domenica 11 giugno 2017
Nel corso di questi venti secoli di storia molti teologi hanno tentato di spiegare come possa Dio essere Uno e Trino, come sia una sola sostanza in tre persone... Questioni di fine teologia... Nessuno però è riuscito a spiegare bene questo grande mistero. Sant'Agostino ci mette subito in guardia: se lo puoi spiegare, non è Dio!
Il mistero di Dio Uno e Trino non è spiegabile non perché Dio sia un tipo timido e riservato che ci tiene alla sua privacy ma perché è un mistero d'amore e l'amore non si può spiegare, si può solo vivere. Avete mai provato a spiegare l'amore? Ci siete mai riusciti? Sono certo di no!
Oggi però la Chiesa ci fa celebrare la festa della Santissima Trinità, ci fa guardare direttamente nel cuore di Dio, nel suo mistero d'amore, non per capirlo, comprenderlo, catalogarlo ma per farcene innamorare!
Ascoltando bene non solo la pagina di Vangelo ma tutte le letture di questa domenica ci accorgiamo di come ci sia un unico centro: la relazione tra Dio e l'uomo. Questa è la vera novità, questo quello che dobbiamo comprendere: Dio vuole entrare in relazione con noi, vuole farsi conoscere da noi, vuole camminare con noi, vuole salvarci.
Dio è un Dio che ama e che vuole amarci e farci conoscere quanto ci ama. Come fa un padre con il figlio piccolo, si abbassa fino a noi, cerca ogni giorno modi nuovi per raccontarci la sua passione per ogni uomo, il suo desiderio di relazione con noi. Nel corso della storia dell'umanità ha scelto modi diversi per rivelarci il suo amore, per tenderci la mano, per farsi vicino a noi. Il più alto di tutti è l'averci donato il suo Figlio e, nello stesso tempo poiché Dio è in se Trinità di Persone, l'aver scelto di farsi come noi, di condividere la nostra vita e, soprattutto, la nostra morte per donare a noi la propria vita eterna, e poi ancora Egli stesso viene ad abitare nei nostri cuori nel dono dello Spirito Santo.
È sufficiente leggere qualche pagina della Scrittura per rendersi conto che davvero le ha pensate tutte e ogni giorno se ne inventa di nuove per ciascuno di noi.
Cosa ci dice, allora, questa festa?
Ci invita a cercare questa relazione con Dio, ad accoglierlo nella nostra vita, a fidarci di lui, a credere in lui. La fede non è un atto faticoso, complicato, arduo, è un semplice abbandono al suo amore, alla sua tenerezza di Padre, alla sua compassione di Figlio, alla sua consolazione di Spirito. Basta solo dirgli "Voglio credere in te, voglio fidarmi di te!" All'inizio sembra difficile perché non amiamo lasciarci andare, perdere il controllo, lasciarci guidare. Pensiamo che scegliere di credere in Dio porti a rinunciare a ciò che ci piace, in realtà è scegliere ciò che ci dà gioia vera: la vita eterna!
Lungo la storia dell'umanità molte persone hanno scelto di fidarsi di Dio, di credere in lui, di abbandonare a lui la propria vita, ciò che ne è risultato sono state tante vite, tutte diverse, ma tutte accomunate da un elemento: la gioia! Credere in Dio di dà gioia perché è entrare nella più importante e bella relazione d'amore che possiamo immaginare!
Ognuno di noi è chiamato a vivere nella gioia della vita nuova, la vita eterna, stretto nell'abbraccio del Padre, del Figlio e dello Spirito... che aspettiamo ancora?
Credo Signore, aiutami a fidarmi di te ogni giorno di più!
Il mistero di Dio Uno e Trino non è spiegabile non perché Dio sia un tipo timido e riservato che ci tiene alla sua privacy ma perché è un mistero d'amore e l'amore non si può spiegare, si può solo vivere. Avete mai provato a spiegare l'amore? Ci siete mai riusciti? Sono certo di no!
Oggi però la Chiesa ci fa celebrare la festa della Santissima Trinità, ci fa guardare direttamente nel cuore di Dio, nel suo mistero d'amore, non per capirlo, comprenderlo, catalogarlo ma per farcene innamorare!
Ascoltando bene non solo la pagina di Vangelo ma tutte le letture di questa domenica ci accorgiamo di come ci sia un unico centro: la relazione tra Dio e l'uomo. Questa è la vera novità, questo quello che dobbiamo comprendere: Dio vuole entrare in relazione con noi, vuole farsi conoscere da noi, vuole camminare con noi, vuole salvarci.Dio è un Dio che ama e che vuole amarci e farci conoscere quanto ci ama. Come fa un padre con il figlio piccolo, si abbassa fino a noi, cerca ogni giorno modi nuovi per raccontarci la sua passione per ogni uomo, il suo desiderio di relazione con noi. Nel corso della storia dell'umanità ha scelto modi diversi per rivelarci il suo amore, per tenderci la mano, per farsi vicino a noi. Il più alto di tutti è l'averci donato il suo Figlio e, nello stesso tempo poiché Dio è in se Trinità di Persone, l'aver scelto di farsi come noi, di condividere la nostra vita e, soprattutto, la nostra morte per donare a noi la propria vita eterna, e poi ancora Egli stesso viene ad abitare nei nostri cuori nel dono dello Spirito Santo.
È sufficiente leggere qualche pagina della Scrittura per rendersi conto che davvero le ha pensate tutte e ogni giorno se ne inventa di nuove per ciascuno di noi.
Cosa ci dice, allora, questa festa?
Ci invita a cercare questa relazione con Dio, ad accoglierlo nella nostra vita, a fidarci di lui, a credere in lui. La fede non è un atto faticoso, complicato, arduo, è un semplice abbandono al suo amore, alla sua tenerezza di Padre, alla sua compassione di Figlio, alla sua consolazione di Spirito. Basta solo dirgli "Voglio credere in te, voglio fidarmi di te!" All'inizio sembra difficile perché non amiamo lasciarci andare, perdere il controllo, lasciarci guidare. Pensiamo che scegliere di credere in Dio porti a rinunciare a ciò che ci piace, in realtà è scegliere ciò che ci dà gioia vera: la vita eterna!
Lungo la storia dell'umanità molte persone hanno scelto di fidarsi di Dio, di credere in lui, di abbandonare a lui la propria vita, ciò che ne è risultato sono state tante vite, tutte diverse, ma tutte accomunate da un elemento: la gioia! Credere in Dio di dà gioia perché è entrare nella più importante e bella relazione d'amore che possiamo immaginare!
Ognuno di noi è chiamato a vivere nella gioia della vita nuova, la vita eterna, stretto nell'abbraccio del Padre, del Figlio e dello Spirito... che aspettiamo ancora?
Credo Signore, aiutami a fidarmi di te ogni giorno di più!
sabato 20 maggio 2017
Mai più soli - Riflessione sul Vangelo di Domenica 21 maggio 2017
Una delle grandi rivendicazioni della nostra epoca è la pretesa di libertà, intesa come "diritto di fare ciò che voglio". Abbiamo già notato più volte come sia una falsa libertà, come il "fare ciò che voglio" è in realtà condizionato da tanti fattori esterni per cui spesso i nostri capricci e presunti desideri sono vere e proprie schiavitù. C'è anche un altro effetto collaterale di questa pretesa di autonomia che non consideriamo abbastanza: la solitudine. Pretendere di poter fare tutto ciò che vogliamo ci porta a vivere in un profondo egocentrismo che ci porta a guardare agli altri o come mezzi per raggiungere i nostri scopi o ostacoli che ce lo impediscono. Per fare quello che ci pare non riconosciamo più il limite della libertà della persona che abbiamo davanti, lo oltrepassiamo e arriviamo a calpestarlo. Nello stesso tempo anche gli altri pretendono di fare quello che vogliono così ci troviamo a dover innalzare muri di difesa per preservare la nostra tanto amata "libertà di fare ciò che mi va" e così ci isoliamo da tutti.
In questo meccanismo distorto entra anche la relazione con Dio che preferiamo pensare lontano, se non addirittura inesistente, affinché non venga a limitarci con i suoi noiosi comandamenti.
E così ci ritroviamo sempre più soli...
E dire che il desiderio di Dio è esattamente l'opposto! Dio non vuole lasciarci soli, non vuole farci sperimentare la solitudine, vuole stare con noi, ci vuole con sé, in una comunione così stretta che diventa l'essere l'uno nell'altro.
Gesù dice ai suoi discepoli "se mi amate osserverete i miei comandamenti" dove 'osservare' ha la sfumatura del custodire con cura e 'comandamento' è l'indicazione per compiere la sua volontà, quella volontà d'amore e di comunione che si rende concreta nel dono dello Spirito Santo.
Veramente il Signore non vuole lasciarci orfani, soli e abbandonati, per questo sceglie di venire ad abitare in noi per stare sempre con noi, per guidarci, per aiutarci a riconoscere il bene dal male, a capire quali sono i nostri veri desideri, le reali aspirazioni del nostro cuore. Custodire la volontà d'amore di Dio per noi non è rinunciare a una vita libera, anzi è vivere nella maniera più libera possibile. Scegliere di vivere compiendo la sua volontà per noi è camminare verso la nostra vera gioia che non deriva dal conseguimento dei nostri progetti ma nella comunione piena e intima con il Signore.
Abbiamo bisogno di abbandonare la nostra mentalità utilitaristica che ci fa sempre cercare il risultato concreto di ciò che facciamo ed entrare nella logica di Dio che è la logica dell'amore. Il fine delle nostre azioni è sempre un vantaggio personale, il fine dell'opera di Dio è l'amore vissuto fino in fondo. Non si tratta di cambiare le cose che facciamo ma come le facciamo, non più per utilità ma per amore: questa è la volontà di Dio, questo il suo comandamento.
Vinciamo ogni paura di amare e di essere amati e scopriremo che veramente Dio ci ama, che veramente lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e ci illumina, conforta, sostiene. Il Signore ha disposto tutto per colmarci del suo amore, per non lasciarci mai soli, per farci scoprire ogni giorno amati e custoditi e per renderci capaci di amare come ama lui. Ora tocca a noi accogliere e custodire questa volontà d'amore e viverla ogni giorno.
In questo meccanismo distorto entra anche la relazione con Dio che preferiamo pensare lontano, se non addirittura inesistente, affinché non venga a limitarci con i suoi noiosi comandamenti.
E così ci ritroviamo sempre più soli...
E dire che il desiderio di Dio è esattamente l'opposto! Dio non vuole lasciarci soli, non vuole farci sperimentare la solitudine, vuole stare con noi, ci vuole con sé, in una comunione così stretta che diventa l'essere l'uno nell'altro.
Gesù dice ai suoi discepoli "se mi amate osserverete i miei comandamenti" dove 'osservare' ha la sfumatura del custodire con cura e 'comandamento' è l'indicazione per compiere la sua volontà, quella volontà d'amore e di comunione che si rende concreta nel dono dello Spirito Santo.Veramente il Signore non vuole lasciarci orfani, soli e abbandonati, per questo sceglie di venire ad abitare in noi per stare sempre con noi, per guidarci, per aiutarci a riconoscere il bene dal male, a capire quali sono i nostri veri desideri, le reali aspirazioni del nostro cuore. Custodire la volontà d'amore di Dio per noi non è rinunciare a una vita libera, anzi è vivere nella maniera più libera possibile. Scegliere di vivere compiendo la sua volontà per noi è camminare verso la nostra vera gioia che non deriva dal conseguimento dei nostri progetti ma nella comunione piena e intima con il Signore.
Abbiamo bisogno di abbandonare la nostra mentalità utilitaristica che ci fa sempre cercare il risultato concreto di ciò che facciamo ed entrare nella logica di Dio che è la logica dell'amore. Il fine delle nostre azioni è sempre un vantaggio personale, il fine dell'opera di Dio è l'amore vissuto fino in fondo. Non si tratta di cambiare le cose che facciamo ma come le facciamo, non più per utilità ma per amore: questa è la volontà di Dio, questo il suo comandamento.
Vinciamo ogni paura di amare e di essere amati e scopriremo che veramente Dio ci ama, che veramente lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e ci illumina, conforta, sostiene. Il Signore ha disposto tutto per colmarci del suo amore, per non lasciarci mai soli, per farci scoprire ogni giorno amati e custoditi e per renderci capaci di amare come ama lui. Ora tocca a noi accogliere e custodire questa volontà d'amore e viverla ogni giorno.
venerdì 12 maggio 2017
Un posto nel cuore di Dio - Riflessione sul Vangelo di domenica 14 maggio 2017
Quando amiamo profondamente una persona sentiamo il bisogno di stringerla a noi, di abbracciarla, di averla sempre insieme a noi, la coccoliamo, la accarezziamo, la baciamo.
Dio ci ama e anche lui sente il bisogno di tenerci stretti a sé, di abbracciarci, di stringerci, di coccolarci. Siamo noi che, un po' come quando eravamo adolescenti e gli abbracci di mamma e papà ci imbarazzavano, spesso lo teniamo a distanza. Solo che quando teniamo Dio a distanza la nostra vita si incupisce, i problemi ci sembrano insormontabili e le difficoltà insostenibili, il nostro cuore si trova turbato e affaticato.
Con tutta la dolcezza di cui è capace, il Signore Gesù viene a dirci "Non sia turbato il tuo cuore! Non avere paura, abbi fiducia in me! A te penso io!" Veramente il Signore si prende cura di noi, veramente ci dona consolazione, veramente riporta la pace nel nostro cuore turbato.
Spesso, come l'apostolo Filippo, pensiamo di accontentarci di vedere Dio da lontano, "mostraci il Padre e ci basta!", a noi sembra tanto ma è ben poco rispetto a quello che ci offre lui.
Dio non vuole essere ammirato da lontano, vuole stringerci a sé, vuole far scoppiare di gioia il nostro cuore, vuole rivelare in noi la sua presenza, farci sperimentare la bontà della sua gloria. la gioia infinita della sua vita eterna.
Ci vuole così poco! Basta dirgli di sì, basta fidarsi di lui, di credere veramente, basta abbandonarsi al Signore Gesù! Gesù si fa per noi via che ci conduce al Padre, verità che ci svela il senso pieno della nostra esistenza, vita eterna per vivere per sempre in quell'abbraccio.
Apriamogli il cuore nella preghiera, ascoltiamo la sua Parola, non solo come una serie di norme ma come un canto d'amore che ci svela quanto siamo amati, impariamo a riconoscerlo nei nostri fratelli e camminiamo, anzi, corriamo insieme con loro incontro al Signore, gettiamoci nell'infinito abbraccio del Padre e tutte le nostre ansie, le nostre paure, i nostri dolori saranno un ricordo lontano.
Nessuno pensi che Dio non possa amarlo. È vero nessuno di noi è degno dell'amore di Dio eppure continua ad amarci così come siamo, con le nostre fragilità e debolezze, con tutti i nostri errori e peccati. Noi forse fatichiamo ad amare noi stessi, a perdonarci gli errori compiuti e ripetuti, non siamo capaci di trovare nulla di amabile in noi, Dio però ci ama sempre e comunque e non vede l'ora di dimostrarcelo. Facciamolo contento, permettiamogli di stringerci a sé e da quel meraviglioso abbraccio non ce ne andremo mai più!
Dio ci ama e anche lui sente il bisogno di tenerci stretti a sé, di abbracciarci, di stringerci, di coccolarci. Siamo noi che, un po' come quando eravamo adolescenti e gli abbracci di mamma e papà ci imbarazzavano, spesso lo teniamo a distanza. Solo che quando teniamo Dio a distanza la nostra vita si incupisce, i problemi ci sembrano insormontabili e le difficoltà insostenibili, il nostro cuore si trova turbato e affaticato.
Con tutta la dolcezza di cui è capace, il Signore Gesù viene a dirci "Non sia turbato il tuo cuore! Non avere paura, abbi fiducia in me! A te penso io!" Veramente il Signore si prende cura di noi, veramente ci dona consolazione, veramente riporta la pace nel nostro cuore turbato.
Il Signore Gesù sa bene quanto spesso ci troviamo nella tristezza, nella fatica, nella solitudine e, poiché ci ama di un amore infinito, non si rassegna a vederci così, vuole riportarci a casa, vuole riportarci all'abbraccio del Padre, quell'abbraccio spirituale che non è più un semplice star vicini ma è essere l'uno nell'altro. Così è l'abbraccio tra il Padre, il Figlio e lo Spirito, così è l'abbraccio in cui Dio vuole accoglierci.
Ai suoi discepoli Gesù dice di aver preparato un posto, non però un posto fisico, non una poltrona comoda ma un posto nel cuore del Padre, un abbraccio del suo amore e c'è un posto così anche per ciascuno di noi, anche noi siamo invitati ad entrare nella meravigliosa dolcezza del suo amore.Spesso, come l'apostolo Filippo, pensiamo di accontentarci di vedere Dio da lontano, "mostraci il Padre e ci basta!", a noi sembra tanto ma è ben poco rispetto a quello che ci offre lui.
Dio non vuole essere ammirato da lontano, vuole stringerci a sé, vuole far scoppiare di gioia il nostro cuore, vuole rivelare in noi la sua presenza, farci sperimentare la bontà della sua gloria. la gioia infinita della sua vita eterna.
Ci vuole così poco! Basta dirgli di sì, basta fidarsi di lui, di credere veramente, basta abbandonarsi al Signore Gesù! Gesù si fa per noi via che ci conduce al Padre, verità che ci svela il senso pieno della nostra esistenza, vita eterna per vivere per sempre in quell'abbraccio.
Apriamogli il cuore nella preghiera, ascoltiamo la sua Parola, non solo come una serie di norme ma come un canto d'amore che ci svela quanto siamo amati, impariamo a riconoscerlo nei nostri fratelli e camminiamo, anzi, corriamo insieme con loro incontro al Signore, gettiamoci nell'infinito abbraccio del Padre e tutte le nostre ansie, le nostre paure, i nostri dolori saranno un ricordo lontano.
Nessuno pensi che Dio non possa amarlo. È vero nessuno di noi è degno dell'amore di Dio eppure continua ad amarci così come siamo, con le nostre fragilità e debolezze, con tutti i nostri errori e peccati. Noi forse fatichiamo ad amare noi stessi, a perdonarci gli errori compiuti e ripetuti, non siamo capaci di trovare nulla di amabile in noi, Dio però ci ama sempre e comunque e non vede l'ora di dimostrarcelo. Facciamolo contento, permettiamogli di stringerci a sé e da quel meraviglioso abbraccio non ce ne andremo mai più!
venerdì 5 maggio 2017
Docili alla voce di colui che ci ama - Riflessione sul Vangelo di domenica 7 maggio 2017
Indipendenza, autonomia, libertà sono parole che ci piacciono tanto, non amiamo essere condizionati da altri, pretendiamo di essere liberi di fare ciò che ci va, di vivere la nostra vita come ne abbiamo voglia. Tutto ciò che ha l'aspetto di regole, norme, comandi cerchiamo di fuggirlo come la peste, convinti che solo avendo il pieno controllo della nostra vita potremo essere veramente felici.
Ma davvero possiamo dirci liberi? È vera libertà fare tutto ciò che ci suggerisce la fantasia? Ci siamo mai chiesti come ci vengano in mente determinate idee o desideri specifici?
Già da molti decenni sappiamo che la grande industria della pubblicità ci induce bisogni che non abbiamo, ci suscita il desiderio di cose che non ci occorrono. Oggi i social network e l'uso quotidiano di internet si sono affiancati a tv e giornali creando un coro di voci continue e assordanti che ci circondano, confondono e ci portano dove possiamo produrre un maggiore guadagno.
C'è un modo per essere veramente liberi o dobbiamo rassegnarci a lasciarci sballottare dalle esigenze economiche del mercato globale?
La prima cosa di cui abbiamo bisogno è un po' di umiltà. Dobbiamo saper riconoscere che non siamo capaci di camminare da soli, che in un modo o nell'altro seguiamo sempre qualcuno, una voce che ci apra una strada, che ci dica di cosa abbiamo bisogno.
Tutto sta, dunque, nel scegliere bene quale voce seguire. Il criterio di scelta è più semplice di quanto non pensiamo: impariamo a seguire la voce di chi tiene a noi, ci ama e ci vuole condurre al nostro vero bene e rifiutiamo la voce di chi invece cerca solo di sfruttarci, di guadagnare dalla nostra vita.
C'è una sola persona che non ha interessi economici alle nostre spalle, che non ci guadagna nulla dalla nostra vita, che vuole indicarci la nostra salvezza solo perché ci ama: il Signore Gesù.
Chiediamo al Signore, in questa domenica, il dono della docilità. Ci renda docili alla sua guida, alla sua Parola, renda il nostro cuore pronto a seguire la sua voce.
Per imparare a seguire il Signore dobbiamo metterci in ascolto della sua Parola, ogni giorno, dobbiamo imparare a fidarci di lui, a lasciarci guidare da lui, dobbiamo desiderare compiere la sua volontà.
Molti di noi hanno un'idea sbagliata di cosa significhi compiere la volontà di Dio. Si pensa che sia un'obbedienza cieca, che il Signore ci voglia come soldati pronti a eseguire ogni suo ordine. Non è questo compiere la volontà di Dio! È lasciarsi guidare, condurre da lui, dal suo amore, a vivere una vita piena, autentica e veramente libera, libera dagli inganni del mondo, libera dalla ricerca di soddisfazioni terrene che non durano, libera dalle logiche dell'utilitarismo, del profitto, del guadagno.
Compiere la volontà di Dio è collaborare al suo disegno di salvezza, se volessimo trovare un'immagine potremmo pensare ad un brano per pianoforte da suonare a quattro mani, noi e Dio insieme.
Scegliere Gesù come guida, come pastore della nostra vita, non è abdicare alla nostra libertà è entrare nella comunione con lui, è potersi rilassare perché la nostra vita non dipende più dalle nostre capacità ma dalla sua grazia, è scoprire che la nostra vita può essere molto più piena, gioiosa e soddisfacente di quanto non sia stata fin'ora, è gustare già da ora la vita eterna.
Ma davvero possiamo dirci liberi? È vera libertà fare tutto ciò che ci suggerisce la fantasia? Ci siamo mai chiesti come ci vengano in mente determinate idee o desideri specifici?
Già da molti decenni sappiamo che la grande industria della pubblicità ci induce bisogni che non abbiamo, ci suscita il desiderio di cose che non ci occorrono. Oggi i social network e l'uso quotidiano di internet si sono affiancati a tv e giornali creando un coro di voci continue e assordanti che ci circondano, confondono e ci portano dove possiamo produrre un maggiore guadagno.
C'è un modo per essere veramente liberi o dobbiamo rassegnarci a lasciarci sballottare dalle esigenze economiche del mercato globale?
Tutto sta, dunque, nel scegliere bene quale voce seguire. Il criterio di scelta è più semplice di quanto non pensiamo: impariamo a seguire la voce di chi tiene a noi, ci ama e ci vuole condurre al nostro vero bene e rifiutiamo la voce di chi invece cerca solo di sfruttarci, di guadagnare dalla nostra vita.
C'è una sola persona che non ha interessi economici alle nostre spalle, che non ci guadagna nulla dalla nostra vita, che vuole indicarci la nostra salvezza solo perché ci ama: il Signore Gesù.
Chiediamo al Signore, in questa domenica, il dono della docilità. Ci renda docili alla sua guida, alla sua Parola, renda il nostro cuore pronto a seguire la sua voce.
Per imparare a seguire il Signore dobbiamo metterci in ascolto della sua Parola, ogni giorno, dobbiamo imparare a fidarci di lui, a lasciarci guidare da lui, dobbiamo desiderare compiere la sua volontà.
Molti di noi hanno un'idea sbagliata di cosa significhi compiere la volontà di Dio. Si pensa che sia un'obbedienza cieca, che il Signore ci voglia come soldati pronti a eseguire ogni suo ordine. Non è questo compiere la volontà di Dio! È lasciarsi guidare, condurre da lui, dal suo amore, a vivere una vita piena, autentica e veramente libera, libera dagli inganni del mondo, libera dalla ricerca di soddisfazioni terrene che non durano, libera dalle logiche dell'utilitarismo, del profitto, del guadagno.
Compiere la volontà di Dio è collaborare al suo disegno di salvezza, se volessimo trovare un'immagine potremmo pensare ad un brano per pianoforte da suonare a quattro mani, noi e Dio insieme.
Scegliere Gesù come guida, come pastore della nostra vita, non è abdicare alla nostra libertà è entrare nella comunione con lui, è potersi rilassare perché la nostra vita non dipende più dalle nostre capacità ma dalla sua grazia, è scoprire che la nostra vita può essere molto più piena, gioiosa e soddisfacente di quanto non sia stata fin'ora, è gustare già da ora la vita eterna.
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